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Sedici consigli per scrivere bene

Severgnini a Ca' Foscari. Da Tacito a Twitter.
Severgnini a Ca’ Foscari. Da Tacito a Twitter.

Questa mattina, in tuta e ciabatte, sono stata catapultata in un’aula dell’Università di Venezia a Ca’ Foscari.

Non sono uscita di senno ma questa è la magia di internet e dello streaming.

Alle 10 nell’Auditorium Santa Margherita, Beppe Severgnini ha tenuto una lezione del corso “Da Tacito a Twitter: corso di scrittura sintetica” nella quale ha elencato sedici preziosi consigli per scrivere bene: i primi otto del maestro Indro Montanelli e i secondi otto suoi.

Leggiamoli insieme:

1. Avere qualcosa da dire.

Sembra una banalità, ma non è così scontato. Severgnini consiglia di usare la regola del PORCO: Pensa, Organizza, Rigurgita, Correggi, Ometti.

2. Dirlo.

Dire quello che si è pensato senza lasciarlo nella penna per paura di esporsi.

3. Dirlo brevemente.

4. Non ridirlo. Se mai, rileggerlo.

Non torturare il lettore con ripetizioni inutili. La ripetizione deve essere dichiarata.

Rileggere ciò che si è scritto e imparare a non usare il correttore ortografico. Dobbiamo essere noi i correttori ortografici di noi stessi.

5. Scriverlo esatto.

Scrivere senza errori ortografici. A questo proposito Severgnini sottopone gli studenti ad alcuni test ortografici:

Io do un libro a Eleonora. / Io do’ un libro a Eleonora.

Eleonora mi da il quaderno. / Eleonora mi da’ il quaderno.

6. Scriverlo chiaro.

Scriverlo chiaro non per voi stessi ma per gli altri. L’atteggiamento mentale di chi dice “tanto non ci arriva, tanto non capisce” è sbagliato, perché il lettore deve capire quello che sta leggendo.

7. Scriverlo in modo interessante.

La scrittura è una forma di seduzione, una seduzione buona. Inutile scrivere lunghi articoli e noiosi, meglio essere brevi e interessanti.

8. Scriverlo in italiano (è più trendy, baby)

L’equivalente in italiano esiste sempre e va usato. Retroterra al posto di background, è lungo uguale. L’abuso dell’inglese è dovuto a pigrizia, provincialismo ed esibizionismo. Non è snob cercare l’equivalente italiano, se c’è va usato.

Qui finiscono i primi otto consigli di Indro Montanelli e iniziano quelli di Severgnini.

9. Non calpestate i congiuntivi.

Usare i congiuntivi, perché usarli equivale ad avere un cervello con le marce, usare sempre l’indicativo è come non cambiare mai ed essere sempre in prima.

Il congiuntivo è la lingua del dubbio e in un mondo dove tutti sono sicuri va usato, lasciando stare alcune licenze poetiche come nella Divina Commedia di Dante.

10. Non gettate oggettive dal finestrino.

Il che in italiano traduce molti vocaboli inglesi come that, who, which, what, then.

Severgnini propone l’eliminazione scientifica del che, perchè lo ritiene un flagello della lingua italiana. Mai dire due che nella stessa frase, meglio sostituirlo con altri termini o con la punteggiatura.

11. Spegnere gli aggettivi, possono causare interferenze.

Non usare troppi aggettivi uno dietro l’altro. Il primo va bene, il secondo annacqua il primo e così via.

12. Non dare da mangiare alle maiuscole.

La maiuscola è enfatica e infastidisce, va usata solo quando è necessaria:

Lo Stato per distinguerlo da io sono stato.

Attenzione alle maiuscole servili, specialmente nel rivolgersi ai clienti:

AscoltarLa, RisentirLa

Le maiuscole vanno utilizzate quando sono obbligatorie: dopo il punto, per i nomi propri, insomma quando la grammatica lo richiede.

13. Scacciare le metafore di sicurezza.

Le metafore già sentite vanno evitate, meglio inventarne di nuove.

14. In vista della citazione, rallentare.

Mai più di una citazione per pagina, la citazione è saggezza rubata, è il cervello di qualcun altro. Essendo saggezza rubata gli va riconosciuta la paternità citando l’autore.

15. Evitare i colpi di sonno verbali.

16. L’ultimo che esce, chiuda il periodo.

Qui finiscono i consigli di Beppe Severnigni.

Una lezione di un’ora e mezza seguita prendendo appunti perché ha catturato il mio interesse dall’inizio alla fine. Una lezione che mi ha fatto riflettere su quanto ci sia da imparare, nonostante anni sui libri. Una lezione divertente e istruttiva.

I prossimi appuntamenti sono:

  • Venerdì 19 aprile: Aula Gradoni a Santa Marta ore 10.30
  • Giovedì 2 maggio: Auditorium Santa Margherita ore 10.00

Le lezioni in Auditorium saranno trasmesse in diretta streaming seguendo il percorso http://www.unive.it>Ateneo>Comunicazioni>Eventi in diretta o cliccando qui.

Locandina PDF Severgnini a Ca’ Foscari. Da Tacito a Twitter.

Fonte: Beppe Severgnini “Da Tacito a Twitter. Corso di scrittura sintetica.” Ca’ Foscari Università di Venezia Auditorium Santa Margherita

Fonti Immagine e PDF di Università di Venezia

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