[Guest post] La diabolica nascita di un sito web. Qual è la vera storia?

Oggi ho il piacere di pubblicare il primo guest post di Pillole di Web su come nasce un sito web, scritto da Francesca Borghi di Your Smart Agency con contributo di Andrea Mariani, Web Master & Designer.

website design mistakes

Il cliente ti chiama, ha bisogno di un sito web e vuole la tua migliore offerta.

Sei contento dell’opportunità che ti si offre (in un periodo come questo ogni nuova richiesta è preziosa!) ma ecco che già pensi all’odissea che ti aspetta per poter far capire il valore aggiunto nell’essersi rivolto ad un professionista.

Un profondo respiro e spieghi senza troppi tecnicismi, visto che non stai parlando con un esperto di settore, ogni singolo passaggio, cosa significa l’oscura parola SEO che spesso leggono, l’importanza dei wireframe, dei pulsanti social, e bla bla bla.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di fare chiarezza:

“Creare un sito web è facile con gli strumenti giusti: affidati al nostro sistema di gestione contenuti online , abbiamo centinaia di template gratis e preconfezionati che fanno al caso tuo. Ti basteranno pochi click e in soli 10 minuti avrai un portale nuovo di zecca”.

Durante questi anni di duro lavoro e soprattutto negli ultimi, abbiamo letto e sentito centinaia di volte questo slogan. Compri uno spazio sul loro server e il gioco è fatto, peccato si dimentichino di dire che il sito sarà mediocre, privo di una qualsiasi logica strategica e totalmente inutile da un punto di vista SEO.

Ti mettono a disposizione un sacco di strumenti che agli occhi di un profano sono i migliori della galassia in fatto di ottimizzazione, ma omettono alcune nozioni fondamentali fra cui ad esempio che se un sito web non è caricato su un indirizzo proprio, e quindi il portale è di fatto un’estensione di quello del gestore stesso, come ad esempio potrebbe essere http://www.sitowebdelprovider.it/vostrositoweb, non sarà mai indicizzato nel modo corretto e non sarà mai possibile fare un lavoro strategico mirato.

Il fai da te è sicuramente più economico, è indiscutibile, ma si sa che quando si parla di comunicazione, economico, spesso significa poco efficace. Questo non vuol dire che la soluzione migliore è sempre quella più cara ma soltanto che ogni servizio professionale dovrebbe essere valutato in base al giusto costo, rapportato anche alla difficoltà di raggiungere un target che ci siamo prefissati.

Infatti, se vogliamo che il nostro sito sia graficamente unico, accattivante e che i suoi contenuti siano redatti e costruiti a regola d’arte, perché vogliamo solo il meglio per la nostra attività, non possiamo pretendere che il servizio costi quanto un pacchetto di caramelle.

Se vogliamo comparire tra i primi risultati di un motore di ricerca, non possiamo affidarci al cognato, del fratello di nostro cugino di secondo grado (tutti abbiamo degli “smanettoni improvvisati” nella nostra famiglia), ma dobbiamo cercare un professionista che sappia indicarci la via migliore da seguire, con cognizione di causa e magari qualche anno di esperienza sul campo.

Il consiglio è che se tenete veramente al vostro business dovete diffidare da chi propone soluzioni efficaci con click, perché la realtà è molto più complessa e articolata.

Ma come nasce un sito web?

1 – Fissa i tuoi obbiettivi

L’errore più grave che si può commettere è sicuramente quello di voler uscire sul web senza avere una strategia precisa.

Molti pensano che sia importante la sola presenza in rete per emergere nel proprio settore e trascurano invece quanto sia vitale prefissarsi un target prima di muovere qualunque passo.

Perché voglio un sito web? Quali sono i miei obiettivi?

E’ necessario stabilirlo ancor prima di iniziare a pensare alla grafica e alla programmazione, perché stiamo per addentrarci in un mondo dove la strategia è tutto. Stiamo per giocare una partita a scacchi su piano nazionale o mondiale in alcuni casi. Dobbiamo conoscere le esigenze dei nostri utenti o potenziali clienti e il modo migliore per soddisfarle.

2 – Scegli con cura ogni dettaglio

Il secondo passo è quello della scelta del nome e del provider su cui andremo a pubblicare.

Usciremo soltanto in Italia? Se vogliamo che il sito sia visibile all’estero, quali paesi ci interessano?

Di norma sarebbe utile scegliere il nostro provider in base al paese che vogliamo raggiungere e così l’estensione del nostro indirizzo ideale. Se ad esempio vogliamo che il portale esca in America, perché quello è il nostro mercato per eccellenza, acquistare un “.it” su un provider italiano sicuramente non ci aiuterebbe.

E ricordate che ogni estensione ha una propria lingua di riferimento: .it = Italia per cui è necessario scrivere in Italiano (altrimenti vallo a spiegare a Google per quale oscuro motivo su un portale italiano hai deciso di scrivere in ostrogoto o finlandese)

3 – Scrivi il codice e crea una grafica affascinante

Ci sono due modi per creare un sito web ad hoc: il primo è quello di scrivere il codice di proprio pugno, soluzione adatta a chi padroneggia in modo impeccabile linguaggi come html, php, asp o javascript.

Il secondo è quello di affidarsi ad un CMS (content management system) e installarlo direttamente sul proprio portale con l’ausilio di un database. Questa seconda opzione ovviamente non esclude la conoscenza di php, html e tutto il resto, ma garantirà una la logica di funzionamento migliore, ordine strutturale e un più facile inserimento dei contenuti. Inoltre alcuni CMS, come WordPress ad esempio, vanno a nozze con gli algoritmi che google sfrutta per l’indicizzazione e quindi sarà molto più utile per raggiungere un risultato ottimale se parliamo di SEO.

Anche la scelta della grafica riveste un ruolo fondamentale. Per ottenere il sito perfetto dobbiamo cercare di renderlo accattivante, piacevole, scorrevole alla vista e allo stesso tempo non dimenticare la regola fondamentale: se un sito non è navigabile, intuitivo e responsive i nostri visitatori non arriveranno mai a scoprire tutto quello che vogliamo comunicare, perché scapperanno prima di arrivare in fondo alla home page.

Aggiungo anche che il sito deve essere chiaro nella tua testa e in quella del cliente, una mappa mentale da mettere su carta tramite semplici wireframe.

I wireframe aiutano il cliente (e soprattutto quello indeciso) a farsi un’idea di quanto comparirà on-line e dove verranno posizionate le informazioni. Ti eviteranno migliaia di modifiche estenuanti durante la programmazione: già te la immagini la chiamata del cliente “Sposta quello lì, metti quello da in alto a dx in basso a sx, eh ma io pensavo, vabbeh ma che ci vuole”  e le tue mani che iniziano a prudere.

Prova la tecnica del “wireframe + firma per accettazione + eventuali modifiche dopo accettazione a pagamento a xxx/h non frazionabili” e vedrai che il cliente prima di farti fare cambiamenti ci penserà quel secondo in più 😉

4 – Scrivi sempre in maniera impeccabile

Vuoi che i tuoi utenti o clienti prendano il tuo sito web come punto di riferimento?

Bene, allora evita gli errori di grammatica, sintassi e refusi.

Esistono professionisti del settore quali copy, webwriter, che di sicuro sanno scegliere le parole giuste per la tua comunicazione e che creano arte con le parole.

Pensi di saper scrivere bene? Probabilmente sì ma conosci tutte le tecniche e i segreti della scrittura creativa? Probabilmente no. Ecco evita gli epic fail e lascia fare ad ogni persona ciò che sa far meglio.

Non dimenticarti poi che queste stesse persone useranno delle “magiche” combinazioni di parole chiave che aiuteranno il tuo posizionamento on-line e faciliteranno il lavoro SEO.

5 – Renditi raggiungibile e rispondi

Crea la sezione contatti più accessibile possibile: giusto i dati essenziali che ti serviranno per ricontattare i tuoi potenziali clienti.

Corri tu e corrono sempre anche loro, perderanno poco tempo nella compilazione e di sicuro se gli chiedi anche il numero di scarpe penseranno bene di rivolgersi da un’altra parte.

Ti hanno scritto per chiederti un preventivo ma sei subissato dalle richieste?

Prenditi comunque il tempo per una breve e cortese risposta indicando in maniera piuttosto precisa i tempi entro cui risponderai. Sentirà che ti sei già preso cura di lui e pazienterà qualche giorno.

E non dimenticarti le icone social: creale in linea con i tuoi colori corporate e mettile in evidenza.

Con un semplice click dalla tua home page ti raggiungeranno e potranno socializzare. Anche lì però non fare il prezioso e cerca di rispondere evitando i tempi biblici e le “pontificazioni”.

Continuo a martellare la tastiera del pc e se non mi do un freno scrivo altre mille pagine J

Decido però di fermarmi e di sentire prima il tuo parere: hai trovato qualche consiglio interessante in questo post?

Hai qualche suggerimento che vuoi condividere con noi?

Ecco qui sotto trovi il tuo spazio, a te la penna, ehm no la tastiera!

Scritto da Francesca Borghi di Your Smart Agency con contributo di Andrea Mariani, Web Master & Designer.

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19 thoughts on “[Guest post] La diabolica nascita di un sito web. Qual è la vera storia?

  1. Ciao Silvia,
    grazie mille per lo spazio sul tuo blog.
    Chissà quante persone si ritroveranno nel nostro racconto e quanti sorrideranno.
    Fare un po’ di chiarezza sull’importanza di rivolgersi ai professionisti, facendo capire qual è il loro valore aggiunto, è fondamentale in un momento di mercato dove si punta più al prezzo basso che alla qualità.
    Speriamo di esserci riusciti.
    Ringrazio anche Andrea Mariani di Grimm Solutions per il suo prezioso apporto a questo articolo.

    1. Grazie a te Francesca e grazie Andrea per l’ottimo lavoro che avete fatto, non avrei saputo spiegare meglio il concetto che avete espresso: professionista = valore aggiunto.
      Oggi è facile affidarsi a servizi a basso costo e dozzinali, ma la qualità è un’altra cosa.
      Vuoi essere una goccia in mezzo al mare o vuoi emergere ed essere un faro?

  2. Ottimo articolo!

    Far comprendere cosa stiamo facendo a chi di questo mondo poco conosce non è mai semplice ed è uno dei tasti dolenti di cui, gira e rigira, torneremo sempre a parlare. Ovviamente, la speranza che prima o poi non ce ne sia più bisogno è sempre viva 😉

    Credo che il problema sia dettato da una forte ignoranza (sottolineo, nulla di offensivo nella parola “ignoranza”! Semplicemente intesa come mancata conoscenza) delle dinamiche e del funzionamento web. Se si pensa che:

    1. Fino a un po’ di tempo fa non esisteva la stessa esigenza odierna di avere un sito web (oggi assolutamente imprescindibile per il 99% delle attività!)
    2. Mediamente, se non appartieni al settore, sei portato a pensare che un sito sia solo quella facciata che vedi esternamente, non capendo il grosso errore che stai commettendo a ignorare concetti come SEO, usabilità e via dicendo.

    Si può capire e giustificare il motivo per cui molte persone possano essere attratte dall’idea del sito economico in quattro e quattr’otto.

    La speranza è che articoli come questo contribuiscano, a loro modo, a far sorgere qualche dubbio a chi di dovere: ben fatto! 😉

    1. Daniele grazie per commento e condivisione!
      Il fine è proprio quello: sensibilizzare e far conoscere il valore aggiunto del professionista.
      Perchè fare un sito web non è un gioco da ragazzi e farlo bene, renderlo visibile, fruibile e tutto il resto lo è ancor meno.
      Io sono sicura che pian piano riusciremo a far comprendere che la soluzione migliore è quella di affidarsi e fidarsi!
      Grazie ancora

    2. Ciao Daniele, grazie per il commento positivo e la condivisione.
      Hai individuato perfettamente lo scopo che abbiamo cercato di raggiungere, con un pizzico di ironia. L’argomento era veramente molto vasto, ma abbiamo cercato di renderlo comprensibile per chiunque e “leggero” nei contenuti. Non è facile quando si trattano argomenti tecnici hehehehe

  3. Molto bravi, articolo sintetico e chiaro per chiunque, cosa non semplice per un toccante argomento e dura realtà quotidiana per tanti, vero che in gran parte si tratta di “ignoranza” (come già citato), bisogna insistere anche sul condurre campagne di sensibilizzazione e aiutare l’utente a comprendere la differenza tra un sito “gratis”, che poi non lo è o meglio si paga comunque, in termine di dollari o in termini di carente funzionalità e visibilità. Ritengo che vada spinto questo aspetto, non si può ottenere un servizio gratis o ad un costo che viola le regole dello scambio.

    1. Esattamente, il fai da te o low cost non garantisce una funzionalità adeguata del servizio che si vorrebbe.
      Nella mentalità comune è passato il concetto che sul web “basta esserci”, molti infatti dicono “ho il sito, ho il profilo facebook”, ma quando vai a controllarli noti che non c’è attività recente, non c’è aggiornamento, non c’è qualità e manca il gusto estetico.
      Posso essere anche un noioso ente pubblico, ma posso avere una grafica pulita e semplice ed avere un sito che risponda alle mie richieste in maniera ottimale, avendo qualcuno che mi segue se ho un problema e che fa il possibile per soddisfare le mie richieste.

    2. Ciao, grazie per il tuo commento 🙂
      Abbiamo cercato di scrivere un post senza tecnicismi, utili solo agli addetti ai lavori, orientato alla comunicazione con i clienti/potenziali.
      Pensi che sia possibile sensibilizzare il cliente e fargli realmente comprendere il valore aggiunto del lavoro del professionista?
      Tu quale modalità usi?

    3. Sante parole,
      Purtroppo il nostro è un settore pervaso da millantatori e venditori di fumo che rendono la vita difficile a chi, invece, è a tutti gli effetti un professionista. Vendono prodotti scadenti a prezzi ridicoli e creano una sorta di concorrenza sleale che danneggia sia noi che i clienti, I quali si ritrovano, spesso e volentieri, a dover affrontare una doppia spesa quando capiscono di essersi affidati alla persona sbagliata. Dopo la prima “scottatura”, ovviamente, partono con un pregiudizio scontato verso la nostra categoria e diventa sempre più difficile conquistare la fiducia che è basilare nel nostro mestiere. È pazzesco pensare che il professionista nel campo della pubblicità, del marketing e della grafica non possa sentirsi tutelato, perché ad oggi non esiste un albo per noi. Chiunque può improvvisarsi web designer o creare un concept strategico.

      1. Concordo con Andrea, nel 2014 è impensabile che non esista un albo dei professionisti della comunicazione, della grafica, della pubblicità e del marketing.
        Qualcosa si muove tramite delle associazioni di categoria e qualche gruppo ristretto, ma dovrebbero esservi delle tutele come per l’albo dei medici o degli avvocati.
        Le nostre professionalità andrebbero certificate, altrimenti chiunque può “spacciarsi” per esperto del settore e mettere in cattiva luce chi questo lavoro lo fa con passione e ne ha le carte in regola.

  4. Bravi ragazzi, un post che serviva!
    Purtroppo va fatta ancora tanta evangelizzazione in questo campo, ed ogni giorno vedo nascere realtà che propongono siti con un click e fanno fortuna… So che è momentanea, ma intanto creano false illusioni e falsano il mercato!
    La fretta o la scarsità di budget non sono buone ragioni per tralasciare l’analisi di obiettivi, target e dettagli, messaggio da ripetere all’infinito!
    P.S: scusate i troppi punti esclamativi, ma il tema mi tocca molto…!

    1. Ciao Valentina, che piacere leggerti 🙂
      Abbiamo toccato un tema che accomuna, purtroppo, tanti professionisti del nostro settore.
      Face-to-face e anche on-line dobbiamo però impegnarci a far recepire il nostro valore ai clienti/potenziali spingendoli a scegliere soluzioni che possano poi portare dei risultati.
      E’ un duro lavoro ma se insistiamo sono sicura che qualcosa si potrà fare: sei positiva anche tu?

      1. Concordo pienamente. L’unico modo per riuscire a distinguersi dai vari millantatori è sicuramente quello di fornire sempre un servizio impeccabile e cercare di “educare” il cliente a riconoscere il valore aggiunto che un vero professionista può apportare ad ogni progetto.

  5. Che brava Francesca, molto bello questo post.
    Molto bello il punto 1: Dove voglio andare?

    In effetti credo anche io che prima di fare qualcosa, forse soprattutto nel web dove la rettifica è sempre una lama a doppio taglio, è necessario avere ben chiaro l’obiettivo finale.

    Insomma, i tuoi consigli sono applicabili a qualsiasi lavoro, dalla creazione di un sito web ad un progetto di ricerca, a un libro a un edificio Lego e così via.

    1. Ciao Marco,
      contenta che ti sia piaciuto l’articolo e sì confermo che la prima domanda che è necessario farsi, in qualsiasi campo come dici tu, è dove voglio andare?
      Poi fissi l’obiettivo e lo devi raggiungere al top della professionalità!
      Ottimo punto di vista il tuo 🙂

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